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ACERBO TITO

Capitano

Capitano ( Fanteria , Comandante del II° battaglione ) luogo di nascita: Loreto Aprutino (PE) Data del conferimento: 11- 3- 1924 R.D. alla memoria: Motivo del conferimento: Valoroso fra i valorosi di una gloriosa brigata, animatore impareggiabile, fulgido esempio di bravura, di abnegazione e di fede incrollabile, eccezionalmente dotato di capacità e di slancio, sempre e dovunque eroicamente condusse il suo reparto nelle più sanguinose azioni, sul Carso, sugli altipiani e sul Piave. Quivi nella turbinosa battaglia, benchè ferito, alla testa dei suoi reparti proseguiva nel violento attacco contro preponderanti forze avversarie. Impegnata una accanitissima mischia, minacciato di accerchiamento, con impeto travolgente riusciva ad aprirsi un varco, liberandosi dalla stretta nemica e trascinando seco numerosi prigionieri. Poco dopo, colpito a morte da proiettile nemico incitava ancora i dipendenti a persistere nella lotta e spirava sul campo, inneggiando alla Patria. Croce di Piave, 16 giugno 1918.

Croce di Piave

16 giugno 1918



ALBERTI GAETANO

Sottotenente

Sottotenente di Fanteria 142° dellla brigata di "Catanzaro" luogo di nascita: Mormanno (CO) Data del conferimento: 1- 6- 1916 D.L. alla memoria motivo del conferimento: Circondato col proprio plotone da preponderanti forze nemiche, essendogli stato intimato di arrendersi, rifiutò di darsi prigioniero, trascinando anzi i superstiti del suo reparto all’assalto e continuando a combattere finchè cadde, colpito a morte. La sua eroica condotta determinò nel battaglione quel movimento di contrassalto, che valse a fugare l’avversario e ad assicurare la vittoria. Castelnuovo del Carso, 26 luglio 1915

Castelnuovo del Carso

26 luglio 1915



ALBERTINI GIUSEPPE

Tenente Colonnello

Tenente Colonnello ( Fanteria , Comandante di una sezione mitraglieri "Fiat" della 1a compagnia ) luogo di nascita: Milano (MI) Data del conferimento: 23- 3- 1919 D.L. Motivo del conferimento: Magnifica figura di ufficiale, in campagna fin dal suo inizio, provato in numerosi combattimenti, in cui brillarono costantemente il suo fulgido eroismo e il suo altissimo spirito di sacrificio, comandante di una sezione di mitragliatrici d’assalto, con irresistibile slancio, alla testa dei suoi uomini, muoveva all’attacco di una ben munita posizione nemica, e vi arrivava per primo, distruggendone il presidio. Concentratosi sulla linea conquistata il fuoco di quattro mitragliatrici avversarie che cagionavano forti perdite, postava le proprie armi in sito sprovvisto di riparo e, manovrandone una personalmente, le controbatteva efficacemente, riducendole al silenzio. Contrattaccato da forti masse nemiche, unico ufficiale in linea e con la sezione ridotta a pochi uomini, resisteva con disperata tenacia per oltre due ore, infliggendo forti perdite all’avversario e dando agio ai rincalzi di sopraggiungere. Il giorno dopo, costretta la linea a ripiegare per uno sfondamento laterale, di propria iniziativa, proteggeva il movimento di ritirata con le proprie armi, infliggendo al nemico nuove fortissime perdite e contrastandone per lungo tempo l’avanzata. Esaurite le munizioni ed accerchiato, all’avversario che gli intimava la resa, rispondeva fieramente: “No! son fiamma nera!” ed a colpi e bombe si apriva la strada, ponendosi in salvo con le armi. Incontrati i rincalzi, tornava con essi al contrattacco, giungendo ancora tra i primi sulla posizione, contribuendo validamente a riconquistarla e respingendo poi i furiosi contrattacchi. Ferito, non abbandonava il suo posto di combattimento, ed in una azione di pattuglia distruggeva a colpi di bombe una mitragliatrice nemica, mettendone fuori combattimento i serventi. Fulgido esempio di tenacia e di valore. S.Pietro Novello, Fosso Palumbo, 17 - 19 giugno 1918.

San Pietro Novello, Fosso Palumbo

17 - 19 luglio 1918



ALESSI GUIDO

Maggiore

Maggiore in Seconda Comandante della 6a compagnia del 39° reggimento della brigata "Bologna" luogo di nascita: Roma (RM) Data del conferimento: 2- 10- 1922 R.D. alla memoria. Motivo del conferimento: Volontario di guerra, prese parte ad importanti azioni, animato sempre da grande entusiasmo ed amor di Patria. Sebbene febbricitante, volle partecipare ad una importante azione, ove, con sommo sprezzo del pericolo, fu sempre fra i combattenti nei momenti più pericolosi della lotta. Trovatosi presso una compagnia assai provata, della quale era caduto il comandante, assumeva il comando del reparto e ne incorava gli uomini, incitandoli a vendicare il loro capitano, poscia li lanciava all’attacco. Spintosi quindi arditamente in ricognizione fra le linee nemiche, attraverso terreno insidiosissimo, fra il violento fuoco di numerose mitragliatrici, riusciva a segnalare in tempo un movimento aggirante sul fianco destro, sicchè fu possibile sventare la mossa. Ripetutamente colpito da una raffica di mitragliatrici, cadeva gloriosamente sul campo, gridando: Non pensate a me, avanti sempre per la grandezza d’Italia; compagni, oggi abbiamo vendicato Caporetto. Montello, 19 giugno 1918.

Montello

19 giugno 1918



ALLEGRI GIROLAMO

Sottotenente

Sottotenente A.A. 87a squadriglia "La Serenissima" luogo di nascita: Venezia (VE) Data del conferimento: 19- 8- 1921 R.D. alla memoria. Motivo del conferimento: Pilota di raro ardire e di virtù eccezionali iniziava, per primo, una serie di bombardamenti e mitragliamenti di grande efficacia, eseguiti tutti a quota bassissima su importanti centri di vita del nemico, alcuni dei quali nelle più remote retrovie avversarie. Non ancora ristabilito da recente malattia, pur di partecipare ad una di queste importantissime azioni sopra scalo ferroviario importante, partiva in volo di propria iniziativa, e con audacia e perizia effettuava il bombardamento riuscito efficacissimo. Al ritorno, per causa accidentale, precipitava al suolo sullo stesso campo di partenza, chiudendo così il servizio di magnifico soldato dell’aria con olocausto della sua valorosa esistenza. Già decorato di tre medaglie d’argento ed una di bronzo al valore militare. Cielo di La Comina - Franzensfeste, Casarsa, Portogruaro, agosto - ottobre 1918.

La Comina, Franzensfest, Casarsa, Portogruaro

Agosto-settembre 1918



AMADIO GIOVANNI

Sottotenente

Sottotenente di Fanteria Comandante di una sezione pistole mitragliatrici del II battaglione luogo di nascita: Controguerra Data del conferimento: 10- 8- 1923 R.D. alla memoria Motivo del conferimento: Comandante di una sezione mitragliatrici, uscì per primo dalla trincea all’attacco delle posizioni avversarie, dimostrando slancio e coraggio ammirevoli, sotto il violento fuoco di sbarramento e tra le raffiche di fucileria e mitragliatrici nemiche. Giunto con i suoi uomini sotto i reticolati avversari e trovatili pressochè intatti, benchè fatto segno a preciso tiro, noncurante del pericolo, si accinse per ben tre volte ad aprirvi un varco. Riuscitovi, dopo grandi sforzi, mentre si slanciava all’assalto, trascinando con l’esempio i pochi uomini rimastigli, venne mortalmente ferito. Morì poco dopo, contento di aver visto i suoi soldati penetrare nella linea avversaria, ed esclamando: “La vittoria è nostra! Avanti sempre! Viva l’Italia!. Pod Koriti, 19 agosto 1917.

Pod Koriti

19 agosto 1917



ANCILLOTTO GIOVANNI

Sottotenente

Sottotenente A.A. Pilota alla 77a squadriglia luogo di nascita: San Donà di Piave (VE) Data del conferimento: 3- 3- 1918 D.L. Motivo del conferimento: Pilota da caccia di ammirevole slancio, dal 30 novembre al 5 dicembre 1917, in una serie di attacchi audacissimi incendiava tre palloni nemici e ne stringeva altri a cessare dalle loro osservazioni. In una speciale circostanza, assaliva l’avversario con tale impeto da attraversare l’aerostato in fiamme, riportando .sul proprio velivolo, gravemente danneggiato, lembi dell’involucro lacerato. Cielo del Piave, 30 novembre - 5 dicembre 1917. Nota: ----- Giannino Ancillotto, sandonatese, fu uno dei migliori piloti da caccia dell’aeronautica italiana nella Grande Guerra. Arruolatosi in aviazione quattro mesi dopo l’inizio delle ostilita’, dimostro’ subito una eccezionale capacita’ come pilota. Opero’ quindi come osservatore d’artiglieria e successivamente entro’ nei reparti da caccia. Ma oltre alle sue imprese, la piu’ nota delle quali fu l’abbattimento di un pallone da osservazione austriaco (Draken) a Rustigne’, da lui letteralmente attraversato con l’aeroplano mentre esplodeva, e che gli frutto’ la medaglia d’oro, un suo grande contributo venne alle operazioni di caccia notturna, allora sul nascere per le primitive qualita’ degli strumenti e delle macchine. Nella seconda meta’ del conflitto, erano iniziati i bombardamenti cosiddetti " strategici ", contro le citta’ e le installazioni industriali avversarie. Se di giorno la caccia otteneva qualche risultato, di notte i cieli erano dominati dai Caproni, dai Gotha e dagli Zeppelin. A queste incursioni era difficile opporsi, ed era difficile volare di notte, privi di riferimenti, ed individuare i bersagli. Ancillotto vi provo’. Nella notte del 24 luglio 1918 riusci’, in una sola sortita, ad abbattere due aeroplani nemici, fatto unico nella storia della I° Guerra Mondiale. Ricorderemo di lui ancora un solo episodio misconosciuto legato al conflitto.Avendo gli Austriaci installato a Villa Ancillotto un loro Comando ed un Osservatorio, e dopo che fu dato l’ordine di distruggerli, volle essere egli stesso ad eseguire la missione, e mitraglio’ a bassa quota la sua abitazione. Terminato il conflitto, opero’ per diffondere l’industria aeronautica nazionale nel Sud America, compiendo fra l’altro il 2 maggio 1919 l’atterraggio alla piu’ alta quota mai sino ad allora raggiunta, nella citta di Cerro de Pasco in Peru’. In seguito opero’ in Somalia, sempre compiendo voli per fini stavolta pacifici. Mori’ prematuramente nella notte fra il 17 ed il 18 ottobre 1924, uscendo di strada alla guida della propria automobile mentre si recava ad un raduno di medaglie d’oro.

cielo del Piave

30 novembre 1917 - 5 dicembre 1917



ANGELINO FRANCESCO

1° Capitano

1° Capitano ( M.M. , 1° Capitano del CEMM ) luogo di nascita: Siracusa (SR) Data del conferimento: 18- 1- 1919 M.P.S. Motivo del conferimento: Con sublime spirito di sacrificio e sommo disprezzo di ogni pericolo si offriva volontario per formare l’equipaggio di un motoscafo destinato a forzare il porto di Pola. Con ammirevole freddezza coadiuvava il suo comandante nel forzamento della base nemica, fulgido esempio di virtù militari e di devozione al dovere. Pola, notte sul 14 maggio 1918.

Pola

14 maggio 1918



AONZO GIUSEPPE

Capitano di vascello

Capitano di Vascello ( M.M. , Ispettore delle formazioni pre e post-militari marittime di Savona ) luogo di nascita: Savona (SV) Data del conferimento: 19- 6- 1918 M.P.S. Motivo del conferimento: Comandante di piccola silurante in perlustrazione nelle acque di Dalmazia, assecondava con pronta intelligenza, immediata decisione e mirabile ardimento il comandante della sua sezione nel portare a fondo l’attacco contro una poderosa forza navale nemica. Superata la linea fortissima delle scorte, procedeva risolutamente all’attacco di una delle corazzate e, con animo gagliardo, straordinaria abilità e fortunata audacia, lo portava a compimento esplicando così le più belle doti di perizia militare e marinaresca. Costa Dalmata, notte sul 10 giugno 1918. Nota: ------ Alle 17 dell’8 al Comando della Sezione M.A.S. 15 - Capo Timoniere GORI Armando e M.A.S. 21 - Guardiamarina di Complemento Sig. Aonzo Giuseppe lasciò Ancona al rimorchio delle Torpediniere 12 O.S. e 15 O.S. Alle 21 mollò il rimorchio al punto di J 44° 07’ 30” N - l 14° 14’ Est. Atmosfera molto fosca e mare calmissimo. Proseguo con Rv 41° per il Canale di Selva ed alle 23,30 sono al traverso dell’isolotto di Lutostrak a un miglio da questo. Metto in mare due grossi rampini con tanta cima di rimorchio da poter rastrellare a 30 metri di profondità. Alle 24 h ancoro al punto di B restandoci con motori spenti in agguato. Alle 2h 5m a.m. metto in moto dirigendo per l’uscita, rimorchiando i rampini, ed alle 2,30 sono nuovamente al traverso dall’isolotto Lutostrak ad una distanza da questo di miglia 1,5. Il rastrellamento, secondo le istruzioni avute, ha per scopo di accertare o meno la presenza di sbarramenti con mine collegate a profondità inferiori ai 30 metri dal pelo d’acqua. Sia all’andata che al ritorno dà esito negativo. Da Lutostrak proseguii per il punto A sul quale verso le 4,15 dovrebbe avvenire la riunione con le torpediniere. Verso le 3,15 essendo a circa miglia 6,5 da Lutostrak avvistai leggermente a poppavia dal traverso e sulla dritta una grande nuvola di fumo. Esclusa l’ipotesi che potessero essere le nostre torpediniere, che in quell’ora avrebbero dovuto trovarsi in vicinanza del punto A, e che in ogni caso non avrebbero potuto emettere tanto fumo, giudicai che, scoperto dalla Stazione di Gruiza, Cacciatorpediniere o Torpediniere provenienti da Lussino fossero venuti a darmi caccia. Tale ipotesi oltre che dalla provenienza delle unità (Nord) era giustificata dal fatto che colli d’oca ai tubi di scarico e cassette imbottite ai rinvii e alle punterie dei motori se diminuiscono di molto il rumore, sono insufficienti specie con notte calma e brumosa. Essendo già l’alba non ritenni consigliabile prender caccia perché con l’aumentare della luna i Cacciatorpediniere avrebbero facilmente, in vicinanza della costa nemica, avuto ragione dei due M.A.S. la cui velocità massima con siluri, si aggira sulle 20 miglia. Decisi perciò di approfittare della luce incerta per prevenire l’attacco e perciò invertivo seguito dal M.A.S. 21 la rotta, dirigendo sulle unità nemiche alla minima velocità onde non far rumore ed evitare i baffi a prua che avrebbero tradito la mia presenza. Avvicinando il nemico, mi accorsi dell’inesattezza dell’ipotesi, trattandosi di due grosse navi scortate da 8 a 10 cacciatorpediniere che le proteggevano di prora a poppa e dai fianchi. Decisi di eseguire il lancio alla minima distanza possibile e perciò diressi in modo da portarmi all’attacco passando fra i due caccia che fiancheggiavano la prima nave. Per scapolare il caccia sulla mia sinistra, portai la velocità da 9 a 12 miglia riuscendo senza essere scorto a oltrepassare di 100 metri la linea dei caccia e lanciare i due siluri contro la prima nave e scoppiavano quello di dritta fra il 1° e il 2° ciminiere, quello di sinistra fra il ciminiere poppiero e la poppa sollevando due grandi nuvole d’acqua e fumo nerastro. I siluri essendo preparati per attacco contro siluranti erano regolati a 15 m. La nave non esegui alcuna manovra per evitare i siluri. Il Cacciatorpediniere alla mia sinistra accortosi del lancio dirigeva per tagliarmi la ritirata riuscendo ad evoluzione compiuta del M.A.S. a mettersi sulla mia scia ad una distanza da 100 a 150 metri. Apriva il fuoco con un sol pezzo con colpi ben diretti ma leggermente alti che scoppiavano di prora. Per evitare la rettifica del tiro non usai le mitragliere, e tenendosi il C.T. esattamente sulla mia scia, lanciai una bomba antisommergibile che non scoppiò. Una seconda bomba scoppiò vicino alla sua prora. Esso accostò immediatamente di 90° ed io con accostata a sinistra ne aumentai la distanza perdendolo poco dopo di vista. Nel frattempo date le condizioni di luce e lo stato di allarme, per le quali non era consigliabile l’intervento delle nostre due torpediniere, eseguivo per due volte il segnale convenzionale stabilito: tre separatori un very verde: Ho silurato ritiratevi su Ancona. Verso le 5h avendo avvistate le torpediniere, alle quali si era già congiunto il M.A.S. 21, segnalavo le notizie, onde ne fosse data comunicazione radiotelegrafica alle Autorità Superiori. Il M.A.S. 21, come risulta dall’allegato rapporto del Guardiamarina di Complemento Sig. Aonzo, eseguiva l’attacco contro l’altra nave. Il lancio del siluro di dritta procedeva ed il siluro regolato a due metri scoppiava a poppavia delle ciminiere. Il lancio del siluro di sinistra per incompleta apertura della tenaglia non avvenne regolarmente ed il siluro mancò il bersaglio. Il Comandante del M.A.S. 21 che effettuò il lancio poco dopo il M.A.S. 15 dichiara di avere veduto la prima nave già sbandata. Poco dopo l’abbandono dell’inseguimento da parte del C.T. fu veduto un piccolo proiettore con fascio verso Nord ma non si è capita la segnalazione. Il personale dei M.A.S. ha dato prova delle più belle virtù di calma e di coraggio sia nell’attacco sia nell’inseguimento. Nessun danno ai M.A.S. né alle persone. Durante il ritorno si è dovuto lamentare qualche inconveniente ai motori in conseguenza della qualità della benzina piuttosto ricca di acqua nonostante venga accuratamente filtrata all’immissione nei depositi. Alle ore 7 entravo nel porto.

Costa Dalmata

10 giugno 1918



APROSIO GIOVANNI ANTONIO

Tenente Colonnello

Tenente Colonnello ( Fanteria , 151° reggimento della brigata "Sassari" ) luogo di nascita: Vallecrosia (IM) Data del conferimento: 16- 8- 1918 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Comandante di un reggimento, visto che il nemico con un potente contrattacco aveva rioccupato un importantissimo punto poco prima conquistato e poi perduto da un nostro battaglione, accorreva prontamente sul posto, riordinando le proprie truppe, le rianimava, e, incurante del violento tiro dell’artiglieria avversaria, postosi alla loro testa, con magnifico impeto, che decise irresistibilmente a trascinarle, metteva in precipitosa fuga l’avversario. Prode fra i prodi, cadeva colpito a morte, chiudendo gloriosamente una vita che era stata tutta un continuo fulgido esempio di valore. Col del Rosso, 28 gennaio 1918.

Col del Rosso

28 gennaio 1918



ARBASI ANGELO

Caporale

Caporale 1120ª compagnia mitragliatrici del 241° reggimento fanteria luogo di nascita: S. Fiorano (MI) Data del conferimento: 28- 9- 1919 R.D. Motivo del conferimento: Ferito ad un braccio mentre, ritto nella persona, tagliava i reticolati nemici, visto cadere il, proprio ufficiale, che gli era vicino, mise fuori combattimento l’uccisore. Nell’accingersi poi a porre al sicuro la salma del superiore, essendo stato ordinato l’assalto alle trincee avversarie, vi partecipò con mirabile valore per ben due volte, tornando non appena possibile, ad ultimare il generoso compito già prima interrotto. In seguito, ferito ad una spalla, continuò a combattere con impareggiabile tenacia; colpito per la terza volta, si slanciò con furia sulla trincea nemica, infliggendo gravissime perdite ai difensori della stessa. Si portò quindi strisciando sul terreno, in altro tratto di trincea avversaria, dalla quale continuò a far fuoco per ancora 5 ore, dopo che il suo battaglione aveva ripiegato, ritirandosi infine egli stesso durante la notte e riportando ancora utili informazioni. Fulgido esempio di costante ardimento e di incomparabile fermezza. Monte Rothech, 4 agosto 1915.

Monte Rothech

04 agosto 1915



ARCANGELI Don PACIFICO

Capitano

Capitano Tenente ( Artiglieria , 40° reggimento artiglieria da campagna ) luogo di nascita: Treia (MC) Data del conferimento: 23- 10- 1921 R.D. alla memoria. Motivo del conferimento: Eroica figura di sacerdote e di soldato, durante cruento combattimento, ottenuto, dopo viva insistenza, di unirsi alla prima ondata d’assalto, slanciavasi, munito soltanto di bastone, alla testa dei più animosi, giungendo per primo sulla trincea nemica. Colpito mortalmente al ventre da scheggia di granata, incurante di sè, rimaneva in piedi, appoggiato ad un albero, ad incorare i soldati. Trasportato a viva forza al posto di medicazione, sebbene morente, consolava, con stoica virtù, gli altri feriti e spirava glorificando e benedicendo la fortuna delle nostre armi. Monte Grappa, 6 luglio 1918. Note: ---- Nato a Treia (Macerata) il 14.3.1888.

Monte Grappa

06 luglio 1918



BADINI nobile GIANGIACOMO dei Conti di BELLASIO e di ROVERETO

Capitano

3° Artiglieria da Campagna Capitano ( Artiglieria , Comandante della 10a batteria da 105/28 ) luogo di nascita: Adria (Ro) Data del conferimento: 1- 2- 1920 R.D. alla memoria. Motivo del conferimento: Sottocomandante di una batteria in marcia, attaccata di sorpresa dal nemico durante il ripiegamento dall’Isonzo al Piave, con straordinaria audacia si gettava primo sugli avversari più vicini, abbattendoli a colpi di pistola. Accerchiato, continuava con insuperabile energia a tener testa agli assalitori. Colpito a morte ed atterrato, all’intimazione di resa rispondeva: No, l’artiglieria italiana non si arrende!” ed incitando ancora i suoi artiglieri, tentava con supremo sforzo di rialzarsi per continuare la lotta, ma trafitto a pugnalate, ricadeva al suolo esanime. Fulgido e glorioso esempio di alto sentimento dell’onore militare. Codroipo, 30 ottobre 1917.

Codroipo

30 ottobre 1917



BAFILE ANDREA

Tenente di Vascello

Tenente di Vascello ( M.M. , Comandante del battaglione d'assalto "Caorle" ) luogo di nascita: Monticchio di Bagno (AQ) Data del conferimento: 13- 6- 1918 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Comandante di un battaglione di marinai, mentre preparavasi una operazione sull’estrema bassura del Piave, volle personalmente osare un’arrischiata ricognizione tra i canneti e i pantani della sponda sinistra perchè, dallo strappato segreto delle difese nemiche, traesse maggiore sicurezza la sua gente. Tutto vide e frugò, e sventato l’allarme, già trovava riparo, quando notò la mancanza di uno dei suoi arditi. Rifece allora da solo la via perigliosa per ricercarlo e, scoperto poi dal nemico mentre ripassava il fiume, e fatto segno a vivo fuoco, veniva mortalmente ferito. Guadagnata la sponda destra in gravissime condizioni, conscio della fine imminente, con mirabile forza d’animo e completa lucidità di mente, riferiva anzitutto quanto aveva osservato nella sua ricognizione, e dirigendo ai suoi infiammate parole, atteggiato il volto a lieve sorriso che gli era abituale, si diceva lieto che il suo sacrificio non sarebbe stato vano. E passò sereno qual visse, fulgido esempio delle più elette virtù militari, coronando con gloriosa morte una vita intessuta di luminoso coraggio, di fredda, consapevole e fruttuosa audacia, del più puro eroismo. Basso Piave, 12 marzo 1918. Nota: ----------- Comandante di un battaglione di marinai, nell'eseguire personalmente una ricognizione oltre il Piave, venne mortalmente ferito. Riguadagnata egualmente la sponda destra, benchè conscio dell'imminente fine, riferiva con calma e serenità i risultati della sua operazione, e spirava animando i suoi alla lotta e dicendosi lieto che il suo sacrifizio non fosse stato vano (Basso Piave, 12 marzo) ------- " Nei primi mesi della guerra, a bordo della torpediniera Ardea, battè il basso Adriatico in pericolose crociere; comandante poi di un treno armato del litorale, tolse agli Austriaci la bramosia di cannoneggiare le città indifese della costa italiana. (...) Dopo Caporetto, sognò un posto d'nore nelle trincee accanto alla morte. E fu comandante di quel battaglione di marinai che si chiamò Monfalcone e che tanto contribuì alla resistenza sul Basso Piave. Alla fine di febbraio del 1918, ebbe il comando interinale del battaglione d'assalto Caorle, al quale era stato affidato il compito di un'offensiva per rettificare le nostre linee di difesa e di allontantare il pericolo che sovrastava Venezia"

basso Piave

12 marzo 1918



BAJARDI RICCARDO

Capitano

Capitano ( Fanteria , Comandante della 5a compagnia del II battaglione del 45° reggimento brigata "Reggio" ) luogo di nascita: Novi Ligure. Data del conferimento: 2- 6- 1921 R.D.alla memoria. Motivo del conferimento: Diede costante esempio di calma ed ardimento ai suoi soldati. Comandante di una compagnia, la condusse valorosamente all’attacco di forti posizioni nemiche. Ferito, continuò ad avanzare, incitando i suoi all’ultimo sforzo. Colpito una seconda volta e mortalmente, si trascinò sulla cima conquistata e gettò al nemico l’ultima sfida, ed ai suoi l’ultimo appello: “Abbiamo vinto, avanti ragazzi ! “. Cima Sief, 20 settembre 1917.

Cima Sief

20 settembre 1917



BARACCA FRANCESCO

Maggiore

Maggiore ( A.A. , 91a squadriglia da caccia "Degli Assi" ) luogo di nascita: Lugo di Romagna. Data del conferimento: 5- 5- 1918 D.L.. Motivo del conferimento: Primo pilota da caccia in Italia, campione indiscusso di abilità e di coraggio, sublime affermazione delle virtù italiane di slancio e di audacia, temprato in sessantatre combattimenti, ha già abbattuto trenta velivoli nemici, undici dei quali durante le più recenti operazioni. Negli ultimi scontri, tornò due volte col proprio apparecchio colpito e danneggiato da proiettili di mitragliatrici. Cielo dell’Isonzo, della Caria, del Friuli, del Veneto e degli Altipiani, 25 novembre 1916, 11 febbraio, 22, 25, 26 ottobre, 6, 7, 15, 23 novembre, 7 dicembre 1917.

Isonzo, Carnia, Friuli, Veneto, Altipiani

25 novembre 1916, 11 febbraio, 22, 25, 26 ottobre, 6, 7, 15, 23 novembre, 7 dicembre 1917



BARACCHINI FLAVIO TORELLO

Tenente

Sottotenente del Genio, passato nell'aviazione Tenente ( A.A. , 81a squadriglia da caccia ) luogo di nascita: Villafranca Lunigiana (MC). Data del conferimento: 2- 8- 1917 D.L. Motivo del conferimento: Abilissimo ed arditissimo pilota di aeroplano da caccia, con serena incuranza del pericolo ed indomito coraggio, in trenta giorni di servizio alla fronte sostenne brillantemente e vittoriosamente 35 combattimenti aerei, riuscendo ad abbattere 9 velivoli avversari. Cielo del basso e medio Isonzo, 15 maggio – 22 giugno 1917

basso e medio Isonzo

11maggio - 22 giugno 1917



BARBIERI FRANCESCO

Tenente

Tenente 7° reggimento alpini luogo di nascita: Milano (MI) Data del conferimento: 13- 5- 1917 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Ogni atto di fronte al nemico fu di ardimento e di valore. Tenente aiutante maggiore in seconda, si offrì spontaneamente a condurre un nucleo di arditi alla conquista di posizioni nemiche per rocce impervie e dirute, sulle quali più volte aveva già rischiata la vita. Primo sempre in tutto lo svolgersi dell’operazione, conquistò le difficili posizioni. Ferito, non volle recarsi al posto di medicazione, nè volle farsi medicare sul posto per non distrarsi dall’azione. Propostogli di farsi precedere nel labirinto dei camminamenti nemici, rifiutò sdegnosamente, e, primo sempre, con soli 17 alpini si slanciò sui baraccamenti avversari, costringendo alla resa l’intero presidio di oltre cento uomini. Ferito nuovamente e a morte, quasi a bruciapelo, mentre dava ordini per organizzare i prigionieri, spirava sul campo stesso, lanciando l’ultimo grido del suo brillante ardimento: Avanti sempre! Evviva gli alpini !. Creste della Costabella, 5 - 6 ottobre 1916. Nota: Battaglione Alpini Val Cordevole ----- nato nel 1894 a Milano Tenente di complemento 7° Reggimento Alpini Battaglione Val Cordevole Aiutante Maggiore del Battaglione.

Cresta di Costabella

5 - 6 ottobre 1916



BARNABA PIER ARRIGO

Tenente

Tenente ( Alpini , Alpini del "Val Fella" ) luogo di nascita: Buia (UD) Data del conferimento: 8- 1- 1922 R.D. Motivo del conferimento: Sebbene inabile alle fatiche di guerra per ferita riportata in combattimento, con elevato senso di amor patrio, si offrì volontario per essere trasportato in aeroplano e calato con paracadute in territorio invaso dal nemico. Sprezzando le gravi conseguenze nelle quali sarebbe incorso, se scoperto, inviò per vari giorni, con mezzi aerei, importanti notizie sul nemico. Ogni suo atto fu un fulgido esempio di valore e di patriottismo. Piave - Tagliamento, ottobre - novembre 1918. Note: ---- Nato nel 1891 a Buia (Udine) Tenente di complemento 8° Reggimento Alpini Battaglione Val Fella, altre decorazioni: Medaglia di Bronzo (Val Roncolana, 1917) Essendo inabile al servizio militare, dovette insistere per ottenere di essere soldato volendo assolutamente partecipare alla guerra contro l’Austria, secolare nemica della sua patriottica famiglia. Arruolatosi finalmente negli alpini, battaglione Val Fella di nuova formazione dell’8° reggimento, andò alla fronte e ben presto si segnalò meritandosi un encomio solenne ed una Medaglia di Bronzo in Val Roncolana. Dichiarato inabile per grave ferita riportata, volle di nuovo essere utile alla Patria ed all’esercito e come tenente di complemento dell’8° reggimento alpini il 23 ottobre 1918 servendosi di un paracadute si calò in territorio nemico dove poté raccogliere preziose notizie che contribuirono alla vittoria finale. E’ decorato pure di tre croci di guerra italiane e della Croix de guerre del Belgio. Liberato il suo bello e forte Friuli dall’odiosa temporanea occupazione nemica e terminata vittoriosamente la guerra, l’eroico alpino mutilato venne ricollocato in congedo, ma non si ristette di far opera patriottica fra i suoi contadini e fra le vicine popolazioni redente dal lungo, secolare servaggio straniero. Nelle ultime elezioni (1924) venne eletto con splendida votazione a deputato al Parlamento Nazionale per la circoscrizione della Venezia Giulia. Il Partito Fascista, che si onorava di averlo con molti decorati di Medaglia d’Oro fra i suoi ardenti seguaci, gli ha affidato importanti incarichi che assolse e assolve con intelligenza, zelo e abilità.

Piave, Tagliamento

Ottobre - novembre 1918



BARTOLOMEI UGO

Sottotenente

Sottotenente ( Granatieri , 1° reggimento fanteria "Savoia", 6° compagnia ) luogo di nascita: Roma (RM) Data del conferimento: 29- 5- 1919 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Entusiasta della nostra guerra, fiducioso negli alti destini della Patria, primo fra i primi trascinò con impareggiabile valore il suo plotone alla conquista di importante e forte posizione, raggiungendola di un solo sbalzo e abbattendone solide difese avversarie. Nel momento assai critico in cui la sua compagnia era completamente accerchiata dal nemico soverchiante, con generoso slancio e con fulgido coraggio alla testa di pochi uomini, affrontando sicura morte, volle attirare su di essi le forze avversarie, gettandosi con irresistibile impeto contro di esse e tenendole impegnate. Gravemente ferito, rinunciò ad ogni aiuto e continuò a combattere eroicamente, infondendo con le parole e con l’esempio fede e resistenza nei dipendenti, e, vicino a morire, in un supremo scatto di energia e di entusiasmo, trovò ancora la forza di gridare le ultime sue parole incitatrici: Avanti, ragazzi! Avanti, per l’Italia nostra! Coraggio!. Conca di Alano, 24 - 3 1 ottobre 1918. Nota: ----- Nato a Roma il 27.11.1899. 6" Comp. 1" Reggimento Fanteria.

Conca di Alano

24 - 31 ottobre 1918



BARUZZI AURELIO

Generale

28° Fanteria Generale di Brigata della Fanteria , Riserva luogo di nascita: Lugo (RV). Data del conferimento: 4- 9- 1916 M.P.S. Motivo del conferimento: Comandante di un reparto di bombardieri a mano, si slanciava per primo in un camminamento austriaco, catturandovi uomini e materiali. Due giorni dopo, accompagnato da soli quattro uomini, irrompeva in un sottopassaggio della ferrovia apprestato a difesa, contro il quale si erano spuntati gli attacchi dei due giorni precedenti, intimando audacemente la resa a ben duecento uomini, che venivano catturati unitamente a due cannoni e ricco bottino di armi e materiale. Più tardi partecipava al passaggio a guado dell’Isonzo, si spingeva in Gorizia e nella stazione innalzava la prima bandiera italiana. Gorizia, 6-8 agosto 1916.

Gorizia

6-8 agosto 1916



BATTISTI CESARE

Tenente

Tenente 6° reggimento della 2a compagnia del battaglione "Vicenza" luogo di nascita: Trento (TN). Data del conferimento: 2- 1- 1919 M.P.S. alla memoria. Motivo del conferimento: Esempio costante di fulgido valore militare, il 10 luglio 1916, dopo aver condotto all’attacco, con mirabile slancio, la propria compagnia, sopraffatto dal nemico soverchiante, resistette con pochi alpini, fino all’estremo, finchè tra l’incerto tentativo di salvarsi voltando il tergo al nemico ed il sicuro martirio, scelse il martirio. Affrontò il capestro austriaco con dignità e fierezza, gridando, prima di esalare l’ultimo respiro: Viva l’Italia! e infondendo così con quel grido e col proprio sacrificio, sante e nuove energie nei combattenti d’Italia. Monte Corno di Vallarsa, 10 luglio 1916. Bibliografia: Nel 1913 decide di collaborare con lo Stato Maggiore dell'esercito italiano, e per esso compila una dettagliate guida del Trentino, che vede la luce nel 1914. Ad agosto scoppia la Prima Guerra Mondiale. Il 12 dello stesso mese Battisti con la moglie e i tre figli, abbandona la casa,ogni suo bene,varca il confine e sitrasferisce a Milano. L'Italia dichiara la sua neutralità, ma Battisti prosegue la sua lotta perchè si entri in armi nel conflitto. Dall'Ottobre del '14 al Maggio del '15 tiene discorsi in 78 città italiane,riportando quasi ovunque consensi entusiastici, trionfali a Sassari e Cagliari, alternati a opposizioni e dissensi come a Roma e Reggio Emilia e sopratutto a Viareggio dove non riesce nemmeno a tenere la conferenza in programma. Ma ormai la situazione volge all'intervento contro l'Austria e Battisti, allorchè il ministero della guerra consente agli irredenti di indossare la divisa italiana, si arruola come semplice soldato presentandosi volontario tra le file degli alpini venendo inquadrato nella 50° compagnia del battaglione "Edolo" del 5° Reggimento Alpini dislocato nella zona del Tonale. A fine Agosto prende parte ai combattimenti di Punta Albiolo e viene proposto per una medaglia al valore. In autunno l'Edolo viene trasferito sull'Adamello e Battisti in Dicembre è promosso sottotenente e trasferito sul monte Baldo. Per meriti di guerra arriva subito anche la nomina a tenente e un nuovo trasferimento, ma questa volta al Comando della 1° Armata, che vuole sfruttare le sue conoscenze del territorio. Il 15 maggio 1916 si scatena la Strafexpedition e Battisti dopo numerose richieste riesce a farsi assegnare il comando della 2° compagnia di marcia del battaglione alpino "Vicenza" e così ritornare in prima linea. Parte da Verona per la Vallarsa e dopo aver scritto per l'ultima volta alla moglie, riceve l'ordine di conquistare il monte Corno, che dopo il martirio prenderà il nome di Corno Battisti. Diverse e spesso contrastanti sono le testimonianze di come andarono i fatti, unica certezza e che Cesare Battisti piuttosto di scappare si lasciò catturare mentre soccorreva un compagno ferito pur consapevole che per lui l'unica fine sarebbe stata la condanna a morte. Condanna che puntualmente venne eseguita il 12 Luglio 1916 nella fossa del Castello del Buonconsiglio di Trento tramite impiccagione.

Monte Corno di Vallarsa

10 luglio 1916



BAZZI CARLO

Capitano

Capitano 9° reggimento fanteria della brg. "Regina" della 5a compagnia del II battaglione luogo di nascita: Milano (MI). Data del conferimento: 3- 6- 1916 M.P.S. alla memoria. Motivo del conferimento: Alla testa del proprio reparto, con mirabile e cosciente ardimento, irrompeva, entrandovi per primo, in un saldo trinceramento nemico, impadronendosene catturandone i difensori ed una mitragliatrice. Contrattaccato da forze superiori diede intelligenti disposizioni per la resistenza riuscendo a respingere l’attacco Mentre più accanito era il combattimento, egli, bell’esempio di italiche virtù militari, sdegnoso di ogni riparo, dall’alto della trincea, imbracciando un fucile, invitava i propri dipendenti alla resistenza fìnchè, colpito alla fronte, suggellava con una morte gloriosa il suo atto eroico. S.Martino del Carso, 13 marzo 1916.

San Martino del Carso

13 marzo 1916



BECHI GIULIO

Colonnello

Colonnello ( Fanteria , Comandante del 254° reggimento della brigata "Porto Maurizio" ) luogo di nascita: Firenze (FI). Data del conferimento: 13- 10- 1918 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Comandante di reggimento, fu sempre fulgido esempio di entusiasmo, di valore, di sprezzo del pericolo, di calma e di fermezza; suscitatore delle più belle energie, animatore dei suoi uomini. Nel muovere all’attacco di una forte posizione, sotto l’intenso fuoco nemico di mitragliatrici e di artiglieria, primo innanzi a tutti si slanciava all’assalto, trascinando col suo ardire il reggimento. Caduti i suoi ufficiali, noncurante di sè, si esponeva dovunque la situazione appariva più grave, tutto provvedendo. Colpito mortalmente, barcollante, pur nello strazio delle gravi e molteplici ferite, incitava i soldati al combattimento. Visse ancora 36 ore, tenendo contegno sublime. Fu guerriero, artista, poeta e lasciò di sè grande rimpianto. San Marco di Gorizia, 28 agosto 1917.

San Marco di Gorizia

28 agosto 1917



BELENO GIUSEPPE

Maggiore

Maggiore 28° reggimento artiglieria da campagna del 9° raggruppamento d'assedio luogo di nascita: Fossato di Vico (PG). Data del conferimento: 7- 8- 1919 R.D. alla memoria. Motivo del conferimento: Fulgida figura di comandante e di combattente, sul Grafemberg, sul Sabotino, a Santa Caterina, a Castagnevizza, diresse impavido il fuoco delle proprie batterie sempre sulle primissime linee, che egli spesse volte oltrepassò per spingersi ad immediato contatto dell’avversario e scrutarne le mosse e gli intendimenti, destando ovunque ammirazione per il suo eroismo divenuto quasi leggendario fra le truppe. Per assicurarsi personalmente di aver ben preparato l’attacco delle nostre fanterie e per poterle meglio accompagnare nei loro sbalzi, si portò in un punto avanzatissimo e, splendido esempio di valore e delle più elette virtù militari, vi rimase per circa due giorni, intrepido e sereno, sotto violento bombardamento avversario di ogni calibro fino a che, colpito in pieno da una granata nemica, vi lasciò eroicamente la vita. Gorizia, 1° novembre 1916.

Gorizia

01 novembre 1916



BELTRICCO ALDO

Capitano

Ufficiale 4° reggimento della 41a compagnia luogo di nascita: S. Damiano Macra (CN) Data del conferimento: 31- 12- 1916 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Con indomito coraggio, in testa alla propria compagnia, sotto un fuoco violentissimo di mitragliatrici ed artiglierie nemiche, si portava presso le trincee avversarie. Magnifico esempio di eroismo, al grido di Savoia! si slanciava per ben tre volte successive con i propri uomini all’assalto e, raggiunto il reticolato, si apriva un varco; quindi si spingeva, con pochi superstiti, sul ciglio della trincea avversaria, ove, colpito a morte, perdeva gloriosamente la vita. Coston di Lora (Monte Pasubio), 10 settembre 1916. Nota: Nato nel 1892 a San Damiano Macra (Cuneo) Capitano in servizio permanente effettivo 4° Reggimento Alpini Battaglione Aosta Comandante 41ª Compagnia.

Coston di Lora (Monte Pasubio)

10 settembre 1916



BENVENUTI GIUSEPPE

Sottotenente

Sottotenente ( Fanteria , 9a compagnia del 127° reggimento fanteria della brigata Firenze ) luogo di nascita: Arezzo (AR). Data del conferimento: 22- 11- 1917 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Con slancio ed ardimento mirabili, sempre alla testa dei suoi uomini, ai quali seppe dare, durante aspre giornate di lotta, fulgido esempio di valore, di devozione al dovere e che seppe trascinare col suo ascendente all’assalto e alla vittoria, concorse alla conquista di una forte linea nemica, facendo dei prigionieri. Ferito il giorno successivo, volle rimanere al suo posto, e, più tardi, durante un momento di crisi, mentre era in prossimità dell’obiettivo assegnato, si offrì volontario per una ardita ricognizione, durante la quale cadde da prode, mortalmente colpito, coronando la sua opera con una fine gloriosa. Monte Kuk, 14 - 15 maggio 1917.

Monte Kuk

14-15 maggio 1917



BERARDI CAV. GABRIELE

Maggiore Generale

Maggior Generale di Fanteria Comandante brigata "Sassari" luogo di nascita: Sant'Angelo dei Lombardi (AV) Data del conferimento: 15- 3- 1917 D.L. alla memoria. Motivo del conferimento: Intrepido condottiero di una brigata di prodi, espugnatore di posizioni fortemente difese, instancabile animatore di fede, affermò col suo sangue il proprio valore, mentre nuovi ardimenti stava meditando. Altipiano Carsico, 10- 14 novembre e 15 dicembre 1915.